Internazionalismo militante

Non siamo solo sostenitori di Cuba e la sua rivoluzione , nello spirito del"CHE" sosteniamo e diffondiamo l'altra informazione sui movimenti di liberazione che lottano contro l'oppressione imperialista nel mondo, dalla Palestina , al Chiapas, al Farc in Colombia,al PKK,............. su Cuba vedi: http://associazionecubarriva.leonardo.it/blog........“lasciatemi dire, a rischio di sembrare ridicolo, che il vero rivoluzionario è guidato da grandi sentimenti dÂ’amore. è impossibile pensare a un rivoluzionario autentico privo di questa  qualità Â… Bisogna lottare tutti i giorni perché questo amore per lÂ’umanità si trasformi in atti concreti, in atti che servono di esempio, di mobilitazione” “Ernesto CHE Guevara”

Fiera del Libro: Sabato mobilitazione contro la dedica a Israele/ Argentina il genocidio impunito

 

 

                                    boicottaisraele_275

Fiera del Libro. Sabato mobilitazione per il boicottaggio della Fiera dedicata a Israele. Corteo a Torino, sit in a Milano e Roma

(RCA). 27/3/08. Torino. - La coalizione "Free Palestine" che riunisce associazioni, centri sociali, sindacati e forze politiche, ha presentato manifestazione che si terrà nel capoluogo piemontese sabato prossimo per chiedere la revoca della decisione di avere Israele come ospite d'onore alla Fiera del Libro.

Nella conferenza stampa tenutasi nella facoltà universitaria a Palazzo Nuovo, gli attivisti di Free Palestine hanno anche annunciato che domenica si terrà sempre a Torino una assemblea nazionale di tutti i gruppi impegnati nella solidarietà con il popolo palestinese per decidere le iniziative di boicottaggio da mettere in campo nella prima metà di maggio quando si terrà la Fiera del Libro, tra cui una manifestazione nazionale sabato 10 maggio.

E’ stata denunciata anche l’intimidazione contro Gianni Vattimo, il filosofo primo firmatario dell’appello di personalità che nei giorni scorsi è tornato a chiedere la revoca della decisione di dedicare a Israele la Fiera del Libro. Vattimo ha ricevuto una lettera minatoria che minaccia di fargli fare la fine di Wael Zwaiter, l’intellettuale palestinese ucciso dal Mossad a Roma – in piazza Annibaliano – nell’ottobre del 1972.

La manifestazione torinese di sabato prossimo partirà da Piazza Castello, mentre a Milano e Roma si terranno dei sit in di informazione e protesta contro "l'occupazione israeliana della Fiera del Libro" davanti alle librerie Feltrinelli situate nei centri storici delle due città. A Milano il presidio sarà a piazza Piemonte mentre a Roma l’appuntamento è a piazza di Torre Argentina (MP).

                                    argentina_308

                 Ass. Argentina "Vientos del Sur"                 

  Udine-Italia                           
   
"La lengua del poder, cuanto mas articulada màs brutal, no ha dejado de negar y castigar a quienes aùn con gritos y balbuceos persisten en ver el mundo y nombrarlo con la profundidad de la inocencia"
                                                                                                                                                          Vicente Zito Lema

1976 – 24 Marzo - 2008

L’Anniversario del Colpo di stato in Argentina rappresenta un giorno in più nella lotta per

La Memoria, la Verità e la Giustizia Sociale

UN GENOCIDIO IMPUNITO

Proprio in questa data dobbiamo segnalare ciò che spesso si dimentica: i perché, un’intera generazione di argentini, che rappresentava una speranza per l’intero paese, fu perseguitata e massacrata. L’uccisione di 30.000 persone, gettate in fosse comuni o nei mari, non avvenne per la semplice pazzia sanguinaria dei militari argentini.

Gli ufficiali argentini e latinoamericani sono stati addestrati  nelle scuole militari degli Stati Uniti ad utilizzare i carri armati, il sequestro, la tortura e la scomparsa di persone (Desaparecidos) contro i movimenti popolari, per disarticolarli e annientarli. Sistema questo utilizzato per la prima volta nella storia dai militari francesi in Algeria. I militari argentini diventarono esperti in questo campo, fornendo a sua volta già negli anni ottanta, consulenze sul sistema di repressione sviluppato durante la dittatura, inviando ufficiali per addestrare le forze armate del Salvador, Spagna e Turchia.

 

Tutto ciò è avvenuto per l’applicazione di un piano internazionale voluto degli Stati Uniti, in funzione dei grandi interessi economici, con la complicità attiva dell’oligarchia argentina e dei vertici della Chiesa Cattolica (salvo una parte di preti che scelse di rimanere vicino al movimento popolare, pagando con la vita questa scelta).

L’America Latina fu il banco di prova per l’applicazione della teoria economica Neoliberiste, creata dall’austriaco Friedich August Von Hayet nel 1947 assieme ad un gruppo d’intellettuali riuniti nella Mont Pelerin Society in Svizzera.

Le sue teorie vengono applicate per la prima volta non a caso nel Cile di Pinochet, con l’assessorato economico dei Chicago Boys degli Stati Uniti, poi in Bolivia, per arrivare in Argentina nel 1976 insieme ai militari golpisti.

Hanno affogato nel sangue la resistenza sociale in Argentina e in tutta America Latina, per portare a termine lo smantellamento degli Stati e applicare il Neoliberismo, che poi si estese in gran parte del pianeta attraverso altri metodi.

Nel 1983, finito il suo compito, la dittatura se ne andò e per un po’ di tempo abbiamo creduto che la democrazia potesse svolgere il suo vero ruolo di fronte alla storia e al futuro, pero, velocemente cancellarono questa speranza. Il sogno oligarchico e militare di una nazione senza popolo non è morto insieme alla dittatura, ritorna ad essere protagonista nell’iniezione di un forte senso d’impunità, attraverso le leggi di Obbedienza Dovuta e Punto Finale (Oggi abrogate) messe in atto dal presidente costituzionale Raùl Alfonsin, e poi dagli indulti a tutti i generali realizzato da Menem, e tuttora vigenti. Il risultato fu la libertà per tutti i militari.

Tutti sanno che non è possibile superare una simile pagina della storia senza giustizia e dignità, ancor meno su rovine fumanti, chiazze di sangue e povertà. Quello che hanno fatto i militari, i loro economisti e consiglieri USA con la tortura e la sparizione, Menem lo prosegui con la povertà e repressione da un lato e il ricatto del 1 a 1 tra Peso e Dollaro dall’altro (tranello questo in cui la classe media argentina cadde rovinosamente, situandosi in un limbo consumistico totalmente irreale, fino al tracollo della fine anni 90).

                                         argentina3_550

Non esisterà vera pace, se non raggiungeremo una chiara giustizia sociale e senza il riconoscimento storico che quella generazione merita, per tutti i Desaparecidos, che si opposero alla costruzione del paese disarticolato e profondamente ingiusto che oggi abbiamo.

Ancora oggi, nonostante alcuni cambiamenti di facciata, chi è sopravvissuto alle grinfie della dittatura militare, può ritrovare il suo carnefice camminando nelle strade o nel bancone di un bar. Molti bambini ormai adulti, figli di Desaparecidos, continuano ad essere mantenuti all’oscuro della loro vera identità, lontano dalle loro famiglie legittime. Circa il 50% della popolazione vive sotto i livelli di povertà, dove ancora oggi si verificano molti casi di persone morte per denutrizione. Tutto ciò è frutto di quel sistema economico costruito sulle rovine di un vero e proprio genocidio, e nonostante l’attuale governo venga spacciato per paladino dei diritti umani continuano ad esserci prigionieri politici in Argentina e gravi violazioni dei diritti umani nelle carceri o morti ammazzati nelle manifestazioni, come Calos Fuentealba ucciso dalla polizia mentre manifestava per il rinnovo del contratto nazionale degli insegnanti.  

Il governo dei Kirchner deve fornire le strutture per realizzare i processi contro i militari, non serve a niente affermare un principio se poi non si fa in modo che questo si possa applicare. Inoltre deve affrontare con decisione la riforma delle forze armate in senso democratico, togliendo dalle diverse forze tutti i militari coinvolti con la dittatura e che oggi rappresentano una vera mafia che controlla pezzi interi dello stato argentino. Lo dimostra il controllo sui diversi traffici di droga e armi a carico della polizia, o l’utilizzo del sequestro e scomparsa di persone come nel caso del compagno Julio Lopez, testimone nel processo contro il capo della polizia di Buenos Aires durante la dittatura.

Anche per ciò che oggi vive il paese, per tutto quello che rimane della dittatura nella vita politica ed economica in Argentina, affermiamo che non ci sarà posto per l’oblio e il perdono.

 

Non cerchiamo vendetta, bensì una giustizia sociale vera per il nostro popolo, sulla quale poter costruire una società libera e sovrana.

E se ancora quella parola cosi nobile,  l’internazionalismo, mantiene il suo significato, questa nostra tragedia non dovrebbe essere sentita come qualcosa di lontano, perché in realtà è vicina a vecchie pagine della storia Italiana. Riconoscere questo sarebbe un modo in più per dare giustizia ai nostri compagni caduti, i nostri 30.000 Desaparecidos.

Spesso in questi ultimi decenni, hanno dato per spacciata quella vitalità che ha sempre contradistinto l’America Latina. Oggi il vento Bolivariano che attraversa il continente dimostra il contrario. Oggi, ogni movimento popolare porta nel suo zaino questa storia, come un pezzo fondamentale della storia per la liberazione dei popoli. Anche per questo motivo il loro sacrifico non è stato vano.

Oggi non è la fine della storia, come qualcuno vorrebbe, è semplicemente il primo giorno, per continuare a costruire, alzando gli occhi e guardare il cammino.

  

Loro, i Desaparecidos di tutto il continente Latinoamericano, di ieri e di oggi sono lì, a fianco di ogni lotta, di ogni resistenza contro il Neoliberismo in ogni angolo del pianeta.

  

Direttivo   Ass. Argentina Vientos del Sur   Udine - Italia

  

Le conseguenze della dittatura argentina

30.000 Persone scomparse, uccise dai militari e gettate nelle fosse comuni o nei mari, delle quali 442 sono italo-argentini e

44 italiani nativi.

1.500.000 di esiliati politici.

10.000 prigionieri politici.

365 Campi di sterminio.

500 Bambini nati nei campi di sterminio e rubati dai militari alle loro famiglie.

12.500 Soldati di leva e inesperti inviati in guerra contro gli inglesi. Dei quali diverse migliaia sono caduti in quella guerra.

43.000 Milioni di dollari di debito estero (nel 1983).

2.000.000 di emigrati per la crisi economica.

Gran parte dei militari e dei giudici collaborazionisti sono ancora liberi.

www.vientosdelsur.org