Internazionalismo militante

Non siamo solo sostenitori di Cuba e la sua rivoluzione , nello spirito del"CHE" sosteniamo e diffondiamo l'altra informazione sui movimenti di liberazione che lottano contro l'oppressione imperialista nel mondo, dalla Palestina , al Chiapas, al Farc in Colombia,al PKK,............. su Cuba vedi: http://associazionecubarriva.leonardo.it/blog........“lasciatemi dire, a rischio di sembrare ridicolo, che il vero rivoluzionario è guidato da grandi sentimenti dÂ’amore. è impossibile pensare a un rivoluzionario autentico privo di questa  qualità Â… Bisogna lottare tutti i giorni perché questo amore per lÂ’umanità si trasformi in atti concreti, in atti che servono di esempio, di mobilitazione” “Ernesto CHE Guevara”

NEWS : Israele costruisce nuovo Muro / Studenti Firenze picchiati con rabbia da POLIZIA "fascista"

 

Chiusi dentro: Israele costruisce un altro muro

Cristian Elia - Peacereporter

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14-05-2009/13:16 --- E' partita, dopo due anni di progetti, la costruzione del nuovo muro voluto dal governo israeliano. Questa volta non in Cisgiordania, ma al confine con l'Egitto. Il primo tratto, realizzato dai tecnici dell'80esima divisione del Comando meridionale dell'esercito israeliano sarà lungo circa 40 chilometri, di rete metallica e filo spinato, dal valico di Kerem Shalom fino alla città israeliana di Nitzana.

Lo rivela oggi il quotidiano israeliano Jerusalem Post, citando fonti militari israeliane. Secondo il quotidiano, il confine con l'Egitto rappresenta una spina nel fianco del controllo delle frontiere d'Israele e i duecento chilometri di confine tra i due paesi rappresentano il passaggio di contrabbandieri, migranti e terroristi. In particolare, negli ultimi mesi, alcune indagini dei servizi segreti egiziani hanno portato all'individuazione di cellule attive nel deserto del Sinai di guerriglieri di Hezbollah, la milizia sciita filo iraniana. ''Il confine di Gaza è chiuso ermeticamente dopo l'operazione Piombo Fuso ed è per questo che siamo preoccupati che i terroristi possano provare a infiltrarsi attraverso il confine con l'Egitto'', sostengono le fonti del Jerusalem Post.

Un nuovo muro è dunque nato a chiudere dentro gli israeliani. Il progetto originale ha visto la luce nel 2005, quando Ariel Sharon, all'epoca primo ministro, elaborava il ritiro dalla Striscia di Gaza dei coloni e dei militari d'Israele. I servizi segreti israeliani, da sempre, ritengono che tra Gaza, il Sinai e Israele si corra il rischio di veder proliferare una sorta di 'triangolo del terrorismo', ma la costruzione del muro era stata rinviata sia per i costi proibitivi sia perché alla fine i razzi Qassam lanciati dall'interno della Striscia continuavano a essere il pericolo più concreto.

Il progetto originale, rilanciato nel 2007 dall'allora direttore generale del gabinetto del primo ministro, Ràanan Dinur, alla commissione esteri della Knesset (il parlamento) prevedeva che la costruzione del muro, senza dividerne le spese con gli egiziani, sarebbe costato allo stato ebraico fino a 3 miliardi di shekel, pari a circa 530 milioni di euro. Spesa che solo impellenti ragioni di sicurezza potevano rendere giustificabile.

Adesso, però, la costruzione della barriera è iniziata. Dalle prime informazioni sembra che la tipologia sia molto differente dal muro che Israele costruisce dal 2002 ben oltre la Linea Verde stabilita dalle Nazioni Unite nel 1967 in Cisgiordania. Non un muro di cemento, dotato dei più sofisticati sistemi di sicurezza, con torrette di guardia, ma una più spartana rete metallica di filo spinato dotata di sensori per captare qualsiasi movimento. Più che un impellente motivo di sicurezza, la ragione del via libera ai lavori risiede nelle politiche migratorie d'Israele. Il governo israeliano ha deciso di porre fine al flusso di migranti che dal Corno d'Africa e dal Sudan si dirigono verso Israele. Solo nell'ultimo anno sono decine i migranti assassinati dalla polizia di frontiera egiziana, che di concerto con Israele tenta di blindare quel confine. Ma i disperati in fuga da fame, guerre e povertà sono troppi per i brutali agenti egiziani. Adesso ci penserà il filo spinato a fermarli.

 

http://www.radiocittaperta.it/index.php?option=com_content&task=view&id=1324&Itemid=9

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LA POLIZIA ATTACCA GLI STUDENTI MEDI A COLPI DI CASCHI E MANGANELLI AL TERMINE DI UN CORTEO SPONTANEO

NUMEROSI FERITI E DENUNCIATI

                      

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Lunedì 11 a Firenze davanti al Liceo Michelangelo la Rete dei Collettivi Studenteschi Fiorentini aveva organizzato una "merenda autorganizzata" e un presidio contro la repressione nelle scuole e la soppressione degli spazi autogestiti.

Questo presidio era stato organizzato in seguito alla decisione del preside del Michelangelo, candidato a Firenze per il centro-sinistra nella lista di Renzi, di vietare alla Rete dei Collettivi di riunirsi nell'Aula Autogestita, nella quale da tempo si svolgevano le assemblee della Rete.
Questo atto del preside è solo uno degli ultimi tentativi di reprimere, criminalizzare ed isolare gli studenti della Rete dei Collettivi, gli unici a portare avanti a Firenze una lotta autorganizzata nelle scuole; già al Liceo da Vinci al Collettivo Studentesco Autonomo era stato proibito di riunirsi all'interno della loro scuola.

Il presidio di lunedì aveva portato in piazza circa 60 studenti, a dimostrazione del fatto che denunce, provvedimenti disciplinari, minacce ed atti repressivi fuori e dentro le scuole non sono riusciti in questi mesi ad isolare gli studenti della Rete, a bloccare la lotta autorganizzata.
Vista la presenza di decine di studenti al presidio, è partito dal Michelangelo un corteo studentesco spontaneo che ha attraversato il centro, fermandosi davanti alla prefettura per poi ritornare di fronte al Liceo.

Praticamente a fine corteo, a 200 metri dalla scuola, un agente della DIGOS ha aizzato l'antisommossa contro gli studenti che gli stavano urlando di smettere di filmare i manifestanti. Improvvisamente quindi gli studenti sono stati caricati prima a colpi dei caschi che ancora la polizia non aveva indossato e poi a colpi di manganello. Un ragazzo minorenne ferito gravemente al volto è stato ricoverato con gli zigomi rotti e lesioni ad un occhio, altri hanno dovuto far ricorso al pronto soccorso, alcuni sono stati fermati e portati in Questura.

Quanti sono riusciti a scappare si sono poi mossi, dalla Facoltà di Lettere e Filosofia, sotto la Questura per chiedere il rilascio dei fermati e denunciare le violenze subite.

La polizia ha caricato di nuovo, c'è stata una sassaiola e poi una dura carica che ha disperso il presidio. Sono stati fermati e portati in Questura altri studenti che stavano scappando, presi dalla polizia che aveva dato il via ad una caccia all'uomo nelle strade circostanti.

Quanto è successo a Firenze lunedì è gravissimo, l'attacco della polizia a corteo ormai terminato e le cariche sotto la Questura confermano il ruolo repressivo e provocatorio delle forze dell'ordine, finalizzato ad isolare chi lotta.

Alcuni studenti sono finiti in ospedale, alcuni saranno denunciati per manifestazione non autorizzata, oltraggio, lesioni e danneggiamento. Ma non sono riusciti ad isolare, anzi, hanno solo rafforzato i legami di solidarietà tra le realtà studentesche, hanno mostrato qual è il vero mestiere delle forze dell'ordine.

Vorrebbero infliggere colpi duri agli studenti autorganizzati di Firenze, togliere loro ogni spazio di
azione politica, di autogestione e di intervento, metterli in ginocchio perché nel prossimo anno
scolastico non costituiscano più un problema. Questi attacchi, che non vanno a danneggiare solo la Rete ma tutti gli studenti fiorentini, possono esser respinti solo aprendo spazi di intervento là dove la repressione vorrebbe chiuderli,impedendo con la solidarietà attiva l'isolamento delle realtà studentesche in lotta.


da
Rete dei Collettivi Studenteschi Fiorentini